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I CONSIGLI DEL FARMACISTA


VEGANI E VITAMINA D3

Pubblicato il: 21/10/2020

I vegani sono un gruppo di popolazione crescente con esigenze particolarmente complesse, non solo sotto il profilo nutrizionale. La preparazione galenica di vitamina D3 per vegani può rispondere a esigenze speciali offrendo dosaggi e forme farmaceutiche personalizzate, specialmente quando l’assunzione della vitamina diventa una necessità terapeutica individuata dal medico e codificata in una prescrizione ad hoc.
I vegani devono ricorrere all’assunzione di integratori o prodotti farmaceutici per compensare le inevitabili carenze nutrizionali; tra queste quella di vitamina D3 (colecalciferolo) pone un problema aggiuntivo, perché la materia prima standard è rifiutata da molti di loro, edotti del fatto che viene ottenuta per conversione con raggi UV del 7-deidrocolesterolo estratto dalla lanolina. I vegani stretti, dunque, contano solo sull’assunzione di vitamina D2 (ergocalciferolo) l’unico precursore inattivo della vitamina D presente negli alimenti vegetali, che non è bioattivato al metabolita attivo finale, il calcitriolo, con la stessa efficienza del colecalciferolo. La D2 ha meno d’un terzo della potenza del corrispondente precursore animale e una durata d’azione sensibilmente inferiore. 
La vitamina D è indispensabile per il metabolismo del calcio e del fosforo, la mineralizzazione ossea e l’assimilazione di vitamina A e la sua carenza causa rachitismo, osteomalacia e osteoporosi; suoi recettori si trovano anche in altri distretti anatomo-funzionali e ne mediano i numerosi effetti extra-scheletrici.  Con diversi livelli di evidenza scientifica sappiamo, tra l’altro, che essa: favorisce la contrazione e il trofismo muscolare, contrasta il diabete e la sindrome metabolica, stimola il sistema immunitario diminuendo l’incidenza di infezioni e di alcune malattie auto-immuni della pelle, è un fattore di protezione cardio-vascolare e sembrerebbe collegata a un minore rischio di sviluppare certi tipi di neoplasie.
Il VNR (Valore Nutrizionale di Riferimento) negli adulti è 200 UI ricavabile dai precursori dietetici inattivi e con l’esposizione diretta alla luce solare che nella pelle trasforma il 7-deidrocolesterolo in D3. Il valore attualmente raccomandato è considerato troppo basso da ampia parte della comunità scientifica tant’è vero che la dose massima giornaliera consentita negli integratori è stata portata, l’anno scorso, da 25 a 50 µg. Anche in un Paese mediterraneo come l’Italia si stima, infatti, che d’inverno grandi percentuali di popolazione sana, specialmente nelle aree del Nord con meno irradiazione solare, siano a rischio d’ipovitaminosi D. Secondo le linee guida Siomms gli adulti dovrebbero assumere 1.500-2.300 UI al giorno di vitamina D e l’integrazione nutrizionale è fortemente raccomandata, d’inverno, soprattutto nei  bambini, negli anziani, nei vegani e vegetariani (in questi soggetti il rischio è moltiplicato).
Da un po’ di tempo sono disponibili sul mercato vitamine D3 ottenute da fonti 100 % vegetali, che possono essere tranquillamente assunte anche dai vegani più osservanti, perché certificate in tal senso. Alcune si ottengono per foto-conversione UV di precursori presenti nei fitosteroli mentre altre, quelle più conosciute, vengono purificate da certe specie di licheni (Cladonia rangiferina o Cetraria islandica ).
I licheni possono contenere elevate quantità di colecalciferolo facilmente estraibile con alcool puro, senza bisogno di usare solventi tossici; l’estratto alcolico viene decolorato con carbone attivo vegetale, concentrato sotto vuoto e poi diluito in olio d’oliva per ottenere una soluzione oleosa di vitamina D3 a titolo variabile (si va da 400.000 a 1 milione di UI/g). Adsorbendo queste soluzioni su maltodestrine o altri supporti inerti si ottengono le D3 in polvere, solitamente con attività 100.000 UI/g. La vitamina D3 è un composto facilmente degradabile all’aria e al calore pertanto allo stato di polvere va conservata preferibilmente sotto azoto o in freezer, mentre in olio è più stabile. Ci sono anche D3 vegan protette tramite micro-incapsulazione in gomma arabica che sono anche meglio lavorabili per fare capsule e compresse, che si possono allestire direttamente in farmacia!