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Reflusso gastroesofageo

Cause, cure e rimedi

Pubblicato il: 23/11/2021

Il reflusso gastroesofageo è la risalita involontaria e frequente dei succhi acidi dello stomaco e di parte del contenuto gastrico lungo l’esofago, talvolta fino alla gola.
Quando il disturbo si presenta più volte nel corso della giornata e si associa ad altre complicazioni si parla di malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). Questa patologia si manifesta in egual misura negli uomini e nelle donne.
I sintomi più comuni del reflusso gastroesofageo
Il sintomo tipico che si manifesta nel paziente con reflusso gastro-esofageo è una sensazione di rigurgito acido nell’esofago, associato a bruciore localizzato al petto e nello stomaco. Può essere favorito da un'indigestione, mentre è raro in caso di gastroenterite. Il sintomo diventa acuto durante la notte e quando ci si corica. Nei casi gravi, il dolore al petto è così intenso da essere confuso con un attacco di angina pectoris.
È inoltre possibile che, in associazione al reflusso o alla cattiva digestione, si manifestino altri sintomi cardiaci, come per esempio la tachicardia. In questi casi, per assicurarsi che alla base ci sia esclusivamente un disturbo gastrico, è opportuno sottoporsi a una visita da uno specialista in cardiologia. A causa della spiccata acidità, il passaggio dei succhi gastrici all’interno dell’esofago provoca l’irritazione delle mucose e, talvolta, delle vie respiratorie e della gola provocando disturbi alle corde vocali, abbassamento di voce, laringite, raucedine, asma e la cosiddetta "tosse da reflusso".
La malattia da reflusso gastroesofageo può essere considerata una forma di reflusso acido a lungo termine e più grave.
La sua sintomatologia include un bruciore di stomaco regolare e doloroso localizzato al centro dell'addome, dietro allo sterno (e per questo definito “bruciore retrosternale”) nella zona generalmente identificata come “bocca dello stomaco”.
A questo sintomo (detto anche pirosi) possono aggiungersi:
    alito cattivo
    nausea
    vomito o rigurgiti
    problemi respiratori
    tosse o respiro sibilante
    singhiozzo
    raucedine o alterazioni della voce
    mal di gola
    dolore toracico o alla parte superiore dell'addome
    dolore o difficoltà durante la deglutizione (disfagia)
    erosione dei denti.
In alcuni casi ai disturbi gastrici può associarsi anche mal di testa.
Per una corretta diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo, e per escludere altri disturbi gastrici (come per esempio le infezioni da Helicobacter pylori), possono essere necessari esami strumentali come:
    manometria esofagea (che valuta le contrazioni muscolari nell'esofago mediante l’introduzione di una sonda attraverso il naso)
    radiografia
    endoscopia digestiva
    biopsia
    monitoraggio pH-impedenziometrico del reflusso (che permette di determinare quando il reflusso è acido o non-acido e di visualizzare velocemente il movimento del bolo alimentare).
Cause del reflusso gastroesofageo
Il reflusso gastroesofageo può dipendere da due cause:
    il rilassamento non fisiologico e quindi l’incontinenza, della valvola posta alla fine dell’esofago (lo sfintere esofageo inferiore) che dovrebbe impedire il movimento retrogrado del contenuto gastrico
    il prolungato ristagno di cibo nello stomaco.
In condizioni normali lo sfintere esofageo inferiore agisce come una valvola che, insieme alla motilità naturale dell'esofago, impedisce al contenuto dello stomaco di tornare indietro nel suo percorso lungo il tubo digerente.
Un suo malfunzionamento può quindi consentire la risalita di contenuto acido, il cosiddetto reflusso gastrico.
Per digerire il cibo lo stomaco produce infatti acido cloridrico, che abbassa il pH gastrico. Se le sue pareti sono protette dalla produzione di acido grazie al loro rivestimento mucoso (senza il quale ci si ritroverebbe facilmente in preda a una gastrite) lo stesso non vale per la mucosa esofagea, che invece non è protetta dall'azione degli acidi gastrici. Per questo in caso di reflusso si avverte una sensazione di bruciore retrosternale.
I motivi per cui lo sfintere esofageo inferiore può rilassarsi o indebolirsi includono:
    l'aumento della pressione addominale a causa di sovrappeso (o obesità) o gravidanza
    fumare (o essere esposti al fumo passivo)
    l'assunzione di alcuni farmaci, per esempio quelli utilizzati in caso di asma, pressione alta o insonnia, gli antistaminici, gli antidolorifici e gli antidepressivi;
    l'ernia iatale, un disturbo caratterizzato dalla protrusione di una parte della porzione superiore dello stomaco nella cavità toracica.
Il reflusso può essere anche indotto dalla gastroparesi, una complicanza del diabete. Infine, sono stati condotti alcuni studi anche su una forma di reflusso da stress e ansia, in quanto è stato osservato un legame tra digestione e ansia e in particolare che soffrire di reflusso e, contemporaneamente, di ansia cronica aumenta le probabilità di un aggravamento dei sintomi durante periodi di stress.
Cure e rimedi per il reflusso
In caso si manifestino i sintomi del reflusso gastroesofageo, la diagnosi prevede che il paziente sia sottoposto ad alcuni accertamenti, come per esempio la gastroscopia. Se effettivamente i disturbi sono riconducibili a questa patologia, il medico può prescrivere diversi rimedi, farmacologici e non.
Farmaci per curare il reflusso gastroesofageo
In caso di reflusso gastroesofageo, i farmaci impiegati per la terapia appartengono a classi diverse in base al loro meccanismo d’azione e al regime di dispensazione.
Gli antiacidi, per esempio, servono per tamponare il contenuto dei succhi gastrici (sono infatti utilizzati come rimedio contro l'acidità gastrica) e si possono acquistare in farmacia senza ricetta medica.
Anche i farmaci procinetici, usati per accelerare lo svuotamento dello stomaco, sono farmaci di automedicazione. I principi attivi che invece riducono la secrezione acida (anti-H2, inibitori di pompa protonica) richiedono in alcuni casi la prescrizione medica.
Rimedi naturali contro il reflusso
Le cure e i rimedi per il reflusso non sono solo di tipo farmacologico. Per esempio, alcune erbe possono essere utili in caso di disturbi digestivi e per favorire la digestione può essere consigliata l'attività fisica, senza però esagerare con gli esercizi dopo mangiato. Inoltre, nel curare il reflusso gastroesofageo, anche l’alimentazione gioca un ruolo importante. Il trattamento del reflusso prevede infatti la correzione di alcune abitudini a tavola e dello stile di vita, con l’adozione di una dieta leggera, caratterizzata da quattro o cinque piccoli pasti quotidiani e una riduzione dello stress. È dimostrato che alcuni cibi e determinati comportamenti possono favorire gli episodi di reflusso perché allungano i tempi di svuotamento dello stomaco o sono irritanti.
Ecco alcuni consigli e rimedi per l'iperacidità gastrica e il reflusso:
    mangiare lentamente, triturando bene il cibo per disincentivare il rischio di risalita del contenuto gastrico nell’esofago
    evitare cibi grassi, insaccati, soffritti, vino bianco, superalcolici, formaggi stagionati, cacao, tè, caffè, agrumi, bibite gassate, pomodoro, menta e il fumo di sigaretta (anche il caffè decaffeinato deve essere evitato, perché anche se non contiene caffeina aumenta i livelli di acidi nello stomaco)
    evitare di mangiare frutta molto acida, come gli agrumi e l'ananas
    non indossare indumenti troppo stretti ed è meglio evitare di coricarsi subito dopo avere mangiato cercando, se possibile, di tenere un po’ sollevato il capo durante il riposo notturno
    evitare i farmaci che possono aumentare l’acidità gastrica, come gli antinfiammatori non steroidei e alcuni ansiolitici
    se necessario, perdere peso.