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Farmacia Antiche Terme snc

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I consigli del farmacista

PARLIAMO DI... MICOSI!

Che cosa sono Le micosi sono infezioni che possono interessare Esistono quattro categorie di micosi:    superficiali, quando colpiscono la superficie cutanea, il cuoio capelluto o le unghie. Se l’infezione interessa le unghie dei piedi o delle mani, è detta anche onicomicosi (ossia micosi dell'unghia o tinea unguium)    sottocutanee, più invasive delle precedenti, perché i funghi patogeni riescono a penetrare più in profondità, ma si limitano al derma e ai tessuti presenti immediatamente sotto la pelle    sistemiche, che riguardano gli organi interni, come per esempio i polmoni, o il sangue (le micosi sistemiche sono estremamente pericolose e difficili da eliminare)    opportunistiche, quando colpiscono soltanto le persone affette da deficit del sistema immunitario, cioè coloro che non dispongono di una risposta immunitaria efficiente, a causa di una patologia specifica o dell'assunzione di terapie immunosoppressive.Le micosi più diffuse sono le infezioni superficiali e quelle sottocutanee.Tra le più note micosi cutanee c’è il cosiddetto "piede d’atleta", o tinea pedis, legato alla moltiplicazione di funghi patogeni soprattutto negli spazi tra le dita dei piedi.Il nome del disturbo deriva dal fatto che, solitamente, tende a colpire chi pratica sport e tiene spesso i piedi chiusi in scarpe e calze poco traspiranti, che favoriscono la formazione di un ambiente caldo-umido che contribuisce alla proliferazione dei funghi patogeni.Una forma particolare di micosi della pelle è la pitiriasi versicolor, causata da funghi microscopici appartenenti al gruppo Malassezia furfur e in passato nota come "fungo di mare", perché, in genere, le chiazze che la caratterizzano si fanno più evidenti quando ci si abbronza.In realtà, il microrganismo responsabile vive abitualmente sulla cute umana nutrendosi di sebo e soltanto in determinate persone diventa più aggressivo, causando appunto la formazione di chiazze con diversa colorazione (caffè-latte sulla pelle chiara e rosa chiaro sulla pelle abbronzata), soprattutto a livello del torace, del collo, delle spalle e della parte alta delle braccia.Se vuoi saperne di più sulle micosi che colpiscono le unghie leggi questo articolo.Micosi: le causeEsistono almeno tre gruppi di microrganismi che possono causare micosi: lieviti e muffe, che possono essere considerati microrganismi di tipo "fungoide", e i funghi patogeni propriamente detti.Di fatto, si parla spesso in generale di "infezioni fungine", comprendendole tutte, ma alcuni microrganismi sono più frequenti e noti di altri.Impossibile, per esempio, non citare la Candida albicans, lievito normalmente presente nell’organismo umano, come nella flora microbica intestinale, vaginale e del cavo orale, che in particolari situazioni può diventare patogeno e causare, per esempio, infezioni genitali, intestinali, della bocca (il cosiddetto mughetto) e complicare la dermatite del pannolino nei bambini.Con il termine tigna, invece, si indica un gruppo di infezioni micotiche i cui responsabili sono differenti funghi patogeni, in genere appartenenti al gruppo dei dermatofiti, funghi microscopici dall’aspetto sottile e filiforme, contagiosi per l’uomo, che si nutrono delle cheratina presente nelle cellule morte della pelle, oltre che dei capelli e delle unghie dei piedi e delle mani.I fattori di rischio che favoriscono l’infezione sono:    elevata umidità sulla pelle, soprattutto in conseguenza del caldo e della sudorazione, che altera il pH cutaneo    obesità    diabete    uso eccessivo di detergenti    igiene personale insufficiente o inadeguata    terapie prolungate con antibiotici o cortisonici, che possono interferire con l'attività del sistema immunitario, abbassando le naturali difese dell’organismo, e rendere aggressivi anche funghi normalmente presenti nella microflora della pelle (l’esempio tipico è la candidosi intestinale o vaginale conseguente a una cura antibiotica che abbia alterato le popolazioni di batteri presenti nel microbiota dell’intestino o della vagina)    gravidanza (i cambiamenti ormonali che avvengono nei nove mesi contribuiscono ad alterare il pH della pelle).Nella maggior parte dei casi, le micosi si trasmettono all’uomo dall’ambiente attraverso il contatto con materiali infetti: terreno, vegetali, scaglie della pelle dell'uomo o di animali.Alcune micosi sono trasmesse per contagio diretto tra le persone.Nella maggior parte dei casi, quando si sviluppa una micosi cutanea si osservano macchie rossastre o brune, talvolta caratterizzate da un ispessimento della pelle oppure dalla presenza di piccole croste o bolle, che provocano una sensazione di bruciore o prurito.Nel caso della tigna, le lesioni tendono ad assumere un aspetto a forma di cerchio o "a coccarda", con al centro una zona di cute chiara e traslucida, circondata da un bordo arrossato, in rilievo e con crosticine.Queste chiazze circolari tendono, nell’arco di una o due settimane, ad aumentare in numero e dimensioni, poiché i funghi patogeni responsabili sono molto contagiosi e si diffondono rapidamente per contatto.Nel caso di una tigna del corpo, le chiazze interessano soprattutto braccia, gambe, schiena e tronco; mentre la tigna del volto colpisce le zone più esposte del viso.La pitiriasi versicolor, invece, non causa prurito, dolore o fastidio, ma si riconosce per la comparsa di chiazze di colore variabile, chiare su pelle scura (pitiriasi versicolor ipopigmentata) e scure su pelle chiara (pitiriasi versicolor desquamativa), soprattutto nelle zone in cui c’è una maggiore produzione di sebo (cuoio capelluto, nuca, ascelle, pube, inguine e genitali).Le infezioni micotiche sottocutanee, come per esempio la sporotricosi, si manifestano, invece, sotto forma di ascessi o noduli più o meno dolorosi e, in linea generale, comportano lesioni più rilevanti.In caso di micosi dell'unghia, i sintomi possono comparire sul tessuto alla base delle unghie dei piedi o delle mani, con formazione di “pellicine”, sui tessuti posizionati sotto l'unghia (letto ungueale) oppure a livello dell'intero spessore dell'unghia.In particolare, la più comune forma di micosi dell'unghia si sviluppa a partire dal margine libero dell’unghia o dalla zona laterale e interessa anche il letto ungueale sottostante, perché proprio nello spazio tra lamina e letto si infiltrano i miceti: in questo caso, prima si forma una macchia biancastra o giallognola che poi si allarga, interessando tutta l’unghia.L'unghia interessata dalla micosi diventa rugosa, friabile, con il bordo dall’aspetto “mangiucchiato” e si può rompere facilmente.Quando l'onicomicosi è causata dalla Candida albicans, invece, l’infezione si sviluppa a partire dalla matrice dell'unghia (la parte dove si trova la lunula, cioè la mezzaluna biancastra), determinando una piccola ulcerazione dell’unghia.Il piede d’atleta è caratterizzato da ferite simili a ragadi negli spazi tra le dita dei piedi. Se il quadro peggiora, possono apparire chiazze rossastre e vescicole pruriginose nelle zone adiacenti (compresa la parte inferiore delle dita dei piedi, la pianta e le unghie dei piedi), una vera e propria macerazione della pelle e una sovrainfezione da parte di batteri patogeni. Se trascurato, il piede d’atleta può rendere difficile camminare.Esiste anche una tigna che colpisce prevalentemente il cuoio capelluto: si tratta di un'infezione micotica molto contagiosa, che si riconosce per la comparsa di chiazze rotondeggianti con squame biancastre, all’interno delle quali si verifica una caduta dei capelli.Per quanto riguarda le infezioni da Candida albicans, quando interessano i genitali sono solitamente accompagnate da prurito intenso e perdite.Nella donna, si manifestano tipicamente con la comparsa di secrezioni vaginali lattiginose e grumose (simili a ricotta), mucose arrossate coperte da una patina biancastra polverosa, bruciore e difficoltà a fare pipì. Nell'uomo, a essere colpita è la cute del pene, che si ricopre di chiazze rosse e vescicole, accompagnate da prurito e desquamazione.Nei neonati, la presenza di Candida albicans va sospettata se, nella zona già interessata dall'arrossamento tipico della dermatite da pannolino, compaiono anche placche rosse e lucide, con bordi ben delimitati e cosparse da una patina polverosa biancastra. Le zone colonizzate dalla Candida albicans, in questo caso, sono soprattutto le pieghe inguinali e l’area intorno all’ano e possono causare bruciore e prurito.Come curare la micosiIl trattamento delle micosi si effettua con farmaci a base di antimicotici, i quali possono essere formulati come preparazioni locali (creme, gel, polveri, shampoo, soluzioni e smalti) o sistemiche, cioè da assumere per bocca o per via endovenosa, che il medico sceglie in relazione al tipo, alla localizzazione e alla gravità della micosi.In genere, contro le micosi comuni della cute, il piede d'atleta, le onicomicosi e la candida della pelle e delle mucose genitali sono sufficienti gli antimicotici da applicare localmente, per periodi di tempo variabili da una o poche settimane a diversi mesi.Gli antimicotici si distinguono in molecole di origine naturale (generalmente, composti prodotti da batteri, come amfotericina B, griseofulvina e nistatina) e molecole di sintesi (clotrimazolo, bifonazolo, ketoconazolo, miconazolo).Esistono anche alcuni rimedi naturali con azione antimicotica. È il caso per esempio dell’olio essenziale di melaleuca (o tea tree oil), utilizzato in fitoterapia (quella parte della medicina che impiega le sostanze contenute nelle piante come farmaci) per un uso topico.Qualunque comparsa di macchie stabili sulla pelle o a livello delle unghie che faccia sospettare una micosi cutanea o ungueale richiede una visita medica per ottenere una diagnosi certa.È sempre bene rivolgersi al dermatologo (o al ginecologo in caso di infezioni vaginali) perché, per curare la micosi in modo efficace e mirato, è necessario identificare i microrganismi responsabili, prelevando alcuni frammenti dei tessuti interessati dall'infezione.Una parte di questi frammenti viene analizzata al microscopio per ricercare le spore dei funghi patogeni (accertando o escludendo la diagnosi di infezione micotica), mentre un’altra parte viene posta in terreno di coltura, in modo che i microrganismi patogeni prolifichino e si possa capire esattamente di quale dei diversi tipi di micosi si tratta.Questo permette di essere certi che le chiazze desquamate o le formazioni più scure presenti sulla superficie cutanea dipendano effettivamente da una micosi e non da un'altra patologia, come, per esempio, la psoriasi o le verruche (causate dal virus del papilloma umano, HPV), oppure da esiti dell'acne, e di avviare un trattamento antimicotico specifico, l'unico in grado di portare alla guarigione in tempi ragionevoli.PrevenzionePer prevenire le infezioni da funghi patogeni, è opportuno innanzitutto evitare di creare su pelle e mucose un ambiente favorevole alla loro proliferazione.Questo significa seguire un’igiene personale costante, ma non aggressiva, e asciugare sempre accuratamente la pelle, specie nelle zone più a rischio come nello spazio tra le dita dei piedi o tra le pieghe cutanee.Nel caso dei bambini che indossano il pannolino, è opportuno effettuare cambi frequenti, anche di notte, ricordando di lavare ogni volta il sederino con acqua, quindi asciugare la pelle con una salvietta morbida in cotone, tamponando senza strofinare.Si dovrebbe evitare, per quanto possibile, di camminare scalzi in ambienti comuni come la spiaggia o la piscina, gli spogliatoi e le docce delle palestre, dove sono maggiori i rischi di trasmissione diretta o indiretta tra le persone. Allo stesso modo, è opportuno non utilizzare indumenti, biancheria e asciugamani in comune (raccomandazione che vale a maggior ragione quando un familiare è già interessato da una micosi).Meglio, inoltre, cercare di tenersi alla larga da animali randagi che potrebbero trasmettere funghi patogeni del gruppo delle tigne, e, in caso di nuovi cuccioli in famiglia, sottoporli a una prima visita veterinaria di controllo.Anche il tipo di alimentazione può giocare un ruolo preventivo importante contro le infezioni fungine, promuovendo l’equilibrio della flora microbica intestinale e, quindi, il benessere dell’intero organismo, anche aiutando a mantenere una risposta immunitaria efficiente.Per evitare candidosi, soprattutto di tipo recidivante, si consiglia generalmente di ridurre l’apporto di cibi ricchi di zuccheri semplici (come bevande zuccherate, dolciumi) e di prodotti lievitati (come pane, pizza, focacce ecc.) che tendono ad aumentare la glicemia e a favorire la proliferazione aggressiva della Candida albicans.Meglio, comunque, affidarsi a un nutrizionista per stabilire un proprio regime alimentare corretto e bilanciato.I diversi tipi di micosi cutaneeEsistono diversi tipi di micosi cutanee, che si differenziano a seconda delle zone del corpo colpite, delle caratteristiche delle lesioni e dei sintomi.Micosi - Tinea corporis Zone colpite - Viso, collo, tronco, braccia e gambe, nelle zone prive di peli Caratteristiche delle lesioni - Chiazze circolari, con bordo in rilievo, arrossato e desquamante, a volte con vescicole, e parte centrale più chiara e liscia, che si allargano progressivamente Sintomi - In genere asintomatica; talvolta lieve bruciore o pruritoMicosi - Tinea cruris Zone colpite - Pieghe cutanee, soprattutto pieghe inguinali Caratteristiche delle lesioni - Ampie chiazze anulari, con bordo in rilievo, arrossato e desquamante, che si allargano progressivamente Sintomi - Spesso associata a prurito; a volte lieve brucioreMicosi - Tinea pedis Zone colpite - Spazio tra le dita dei piedi, in particolare tra il 4°-5° dito Caratteristiche delle lesioni - Zona di cute molle, bianco-giallognola, macerata, leggermente desquamante e con lieve arrossamento. Se severa e con infezione, sono presenti arrossamento più intenso, gonfiore, ragadi ed erosioni essudanti Sintomi - Quasi sempre associata a prurito; spesso bruciore e fastidioMicosi - Onicomicosi Zone colpite - Unghie dei piedi e delle mani Caratteristiche delle lesioni - Alterazioni di diverse parti dell'unghia, che diventa biancastro-giallognola, molle, fragile, con tendenza a sbriciolarsi e/o a sollevarsi dal letto ungueale Sintomi - In genere asintomatica; talvolta lieve bruciore o dolore se i tessuti di sostegno dell'unghia si infiammanoMicosi - Candidosi cutanea Zone colpite - Pieghe cutanee di varie parti del corpo (sottomammarie, inguinali, addominali in persone obese) e spazi tra le dita Caratteristiche delle lesioni - Chiazze rosso vivo, a volta erose e lucide ricoperte da una patina polverosa biancastra o con orletto biancastro macerato ai bordi. Possono essere presenti anche vescicole o pustole in prossimità della chiazza principale. Tendenzialmente desquamanti Sintomi - Sempre associata a prurito; spesso lieve gonfiore, bruciore o doloreMicosi - Pitiriasi versicolor Zone colpite - Spalle, collo, parte alta delle braccia, schiena, addome Caratteristiche delle lesioni - Chiazze circolari-ovoidali di colore contrastante con quello della cute sana (rosa sulla pelle abbronzata; caffè-latte sulla pelle chiara) con la tendenza a confluire, formando chiazze più ampie asimmetriche a "carta geografica" Sintomi - In genere asintomatica; talvolta prurito di intensità variabile

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STRESS: la malattia del nostro secolo

Se ne parla spesso, sui giornali e al bar. Oggi sono tutti stressati, per il troppo lavoro o per la disoccupazione. Per i mille impegni di ogni giorno, per colpa dei figli, dei genitori invadenti, dei vicini di casa fracassoni. Siamo tutti stressati, nessuno escluso. Difficile incontrare qualcuno che possa ammettere onestamente di non subire, o aver subito di recente, tensioni psicologiche talmente intense da metterci un bel po’ di tempo prima di uscirne.Ma che cos’è lo stress? Tutti ne parlano, ma pochi sanno esattamente descriverne i meccanismi. Quali conseguenze può avere sull’organismo?Stress è una parola che la medicina ha preso in prestito dalla fisica dove indica la tensione a cui viene sottoposto un materiale sui cui agiscono forze esterne, come per esempio un elastico in tensione.L’organismo si comporta più o meno allo stesso modo: quando si sottopone a carichi psichici o fisici eccessivi reagisce, fin che può, allo stress resistendo.E nel contempo ci manda alcuni campanelli d’allarme, come stanchezza, aumento del battito cardiaco e del respiro, fino a veri e propri sintomi fisici. Se dopo il momento di stress acuto segue una pausa, l’organismo si riprende. Torna alla normalità e può andare incontro a una nuova tensione, proprio come un elastico.Si parla di eustress quando è positivo, nel senso che ci aiuta a fronteggiare i pericoli o le emergenze. Ma se si tira troppo la corda diventa negativo.In questi casi si parla di distress, un superamento dei limiti di sopportazione. È quello che succede a sempre più persone, quando hanno a che fare tutti i giorni con situazioni stressanti e non lasciano tempo all’organismo di riprendersi.Quando hanno problemi di relazione in famiglia, per esempio, che non riescono a risolvere. Oppure se si vive una situazione di stress continuo sul lavoro, con un direttore petulante o con la spada di Damocle continua del licenziamento sulla testa.Una singola situazione stressante, per quanto tesa e dura, se finisce in fretta lascia all’organismo il tempo necessario per riprendersi. Ma che cosa succede se per anni si vive in una condizione continua di stress? Come per esempio coloro che lavorano in condizioni difficili, anche dal punto di vista psicologico?Le persone che vivono cronicamente sotto stress riportano una serie di alterazioni a carico dell’intero organismo. È una condizione che impegna praticamente tutti gli organi e gli apparati del corpo. Ha anche l’effetto, poco piacevole, di consumare tutte le risorse di cui dispone l’organismo, comprese le energie di riserva.Tutti i sistemi, immunitario, nervoso, riproduttivo, digerente, in una condizione di stress cronico vanno incontro a una sorta di esaurimento e fanno fatica a svolgere il loro compito quotidiano. Le prime e più visibili conseguenze di queste situazioni sono una maggiore facilità a contrarre infezioni, l’insorgere di atteggiamenti ansiosi o depressivi, la comparsa di disturbi digestivi, ma questi sono soltanto alcuni esempi.Che fare dunque? Staccare la spina ogni tanto aiuta anche se sicuramente non è sufficiente a garantire un recupero completo. L’unica vera soluzione consiste nel cercare di risolvere le cause dello stress e, quindi, consentire all’organismo di recuperare una situazione di normalità.Effetti e disturbi dello stressGli effetti dello stress, causati da un'aumentata secrezione di cortisolo, anche chiamato ormone dello stress, possono variare in base ai fattori che lo innescano: per esempio, negli studenti può manifestarsi insonnia e stress pre-esame, mentre chi non vive una situazione serena sul posto di lavoro può accusare, al ritorno dalle vacanze, la cosiddetta sindrome da rientro. Chi subisce un forte trauma (come un lutto o un incidente), può invece andare incontro a conseguenze più serie, come il disturbo da stress post traumatico. Infine, gli effetti dello stress possono essere visibili anche sul volto di chi ne soffre; infatti, lo stress fa invecchiare e può manifestarsi in particolare sulla pelle, con la comparsa di rughe o infiammazioni cutanee.Sintomi dello stressSono numerosi i campanelli d'allarme che mente e corpo inviano a chi soffre di stress. Scopriamoli insieme.Sintomi della menteAgli inizi compaiono mal di testa, stanchezza e irritabilità, difficoltà a concentrarsi e a prendere decisioni, demotivazione.Di seguito i principali sintomi della mente:    insonnia da stress    mal di testa serale.Sintomi fisiciMalesseri passeggeri che si accompagnano spesso a un aumento della pressione del sangue e della frequenza cardiaca.Con il passare del tempo si modificano anche alcuni processi metabolici dell’organismo, si accumulano i radicali liberi, gli ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali e l’acido lattico.In più si riduce drasticamente la produzione di endorfine, proteine sintetizzate nel cervello che dovrebbero riportare un po’ di serenità e benessere.Di seguito i principali sintomi fisici dello stress:    prurito intimo    tensione muscolare    Prurito da stress (quando il prurito si acuisce allora potrebbe trattarsi di qualcosa di più grave come la dermatite da stress)    fuoco di Sant'Antonio    difese immunitarie basse    cardiopatia da stress    emorroidi    orticaria da stress    macchie davanti agli occhie fotopsie.Inoltre, possono verificarsi delle associazioni tra:    reflusso e ansia    stress ed erezione.Il ruolo dello stress nelle malattieNon esistono prove scientifiche certe al cento per cento, ma ogni medico sa che un paziente stressato è più a rischio di contrarre alcune malattie. Come per esempio quelle che riguardano l’apparato digestivo. Acidità di stomaco, reflusso gastroesofageo, lentezza digestiva e gastrite: sono questi i principali problemi che lo stress può dare allo stomaco. Ma non solo: è stato osservato che si riducono le difese immunitarie, per cui chi è stressato può ammalarsi più facilmente di influenza, raffreddore e altre patologie infettive. È stata infine rilevato anche un ruolo dello stress nell’insorgenza di alcuni tumori e delle patologie cardiovascolari, come infarto, ipertensione e aritmie cardiache. Ecco come combattere lo stressCome scaricare la tensione? Esistono diverse strategie, a cominciare dall’attività fisica, uno dei migliori alleati contro lo stress. La corsa per esempio serve a scaricare la tensione accumulata, abbassa il colesterolo nel sangue, potenzia il metabolismo e migliora l'efficienza cardiaca e polmonare.L’importante è scegliere la disciplina seguendo le proprie inclinazioni e il proprio stato di salute. Anche i massaggi contribuiscono ad allentare le tensioni. In più, prendersi una pausa ogni tanto per sottoporsi a questi piacevoli trattamenti è già di per sé un contributo significativo al benessere psicofisico.E poi è fondamentale dedicare al riposo le ore che l’organismo richiede. Soprattutto in questa stagione, con l’autunno alle porte, è fondamentale dormire bene. Andare a letto qualche ora prima non fa di certo male e consente al corpo, il mattino dopo, di ricominciare meglio la giornata.Anche un week-end alle terme allontana lo stress. Alcuni studi, pubblicati su riviste internazionali, hanno dimostrato che nelle persone che si sono sottoposte alle cure termali si rileva un aumento delle endorfine, sostanze antistress per eccellenza.Così come può essere utile coltivare un hobby: è stato osservato che dedicarsi a una passione, con costanza e piacere, permette di ridurre lo stress accumulato durante le giornate intense di lavoro. È opportuno quindi, nel corso della settimana, stabilire una giornata da riservare alle attività distensive, come lo yoga, e al recupero delle energie. Se questo rito cade sempre nello stesso giorno è meglio. Allo stesso modo può essere benefico anche stabilire un rituale serale concedendosi una tisana rilassante a base di piante anti-stress come l'escolzia o rimedi naturali contro stanchezza e spossatezza come il ginseng.Infine, mai dimenticare che ridere in situazioni drammatiche fa bene alla salute psicofisica a aiuta ad allentare le tensioni.Alimentazione: come prevenire lo stress a tavolaIn inglese si chiamano feel good foods, cioè alimenti che ci fanno sentire bene. Sono la nuova frontiera del gusto: fanno bene alla salute, contrastano lo stress e l'insonnia, aiutano a essere felici e pensare positivo. E in effetti l’alimentazione può fare parecchio per aiutarci a sopportare lo stress.La parte del leone la fanno frutta e verdura. Come per esempio la pera, ricca di fibre (soprattutto nella buccia) che regolarizzano l'intestino e saziano, e di vitamine B e C che contrastano l'azione dei radicali liberi. Anche la banana, fonte preziosa di triptofano, favorisce la sintesi di serotonina migliorando così l'umore.Contiene anche molto potassio, un minerale che normalizza il battito cardiaco, regola il bilancio idrico corporeo e svolge un’azione rilassante sui muscoli.Tra le verdure antistress per eccellenza c’è la lattuga. Ricchissima di fibra, acqua e sostanze con un blando effetto sedativo.Da non sottovalutare poi il latte: alla sera, una tazza calda e fumante aiuta il sonno perché i peptidi derivati dalla sua digestione sciolgono le tensioni e rilassano i muscoli.Infine la frutta secca: bistrattate da tutti coloro che devono sottoporsi a diete dimagranti, in realtà noci, mandorle, nocciole & co sono ricche di vitamina E, di folati, di magnesio, fibra alimentare e acidi grassi essenziali che nutrono il cervello.Nel suo complesso quindi, la frutta secca contribuisce a mantenere in forma l'attività cerebrale, riduce lo stress e contrasta l'affaticamento muscolare. Le noci, come le banane, contengono triptofano, un precursore della serotonina, che migliora l'umore.Seguire una dieta ricca di questi nutrienti è sicuramente lo strumento più efficace, ma se per ragioni varie non si riesce a mangiare abbastanza frutta e verdura si può sempre chiedere al proprio farmacista di fiducia l’integratore vitaminico più adatto alle proprie esigenze.Le vitamine, un alleato contro lo stressNumerose ricerche hanno dimostrato un legame tra stress e vitamine, che sono infatti un apporto fondamentale per chi svolge un pesante lavoro in ufficio oppure per chi va a scuola.Fondamentale, anzitutto, la vitamina C. Con il suo elevato potere antiossidante contrasta l'eccesso di radicali liberi prevenendo i loro effetti deleteri.Vitamina B6 e magnesio, assieme, sono in grado di mitigare gli effetti dello stress sull'umore e sui cali di memoria. Per un funzionamento davvero ottimale del sistema nervoso è fondamentale l'apporto di tutte le vitamine del gruppo B, coinvolte nei processi di produzione energetica a livello dei neuroni e non solo di quelli.Utile anche il calcio, soprattutto in sinergia con il magnesio: per lo stress in vista di un esame, come supporto alla concentrazione, all'attenzione e alla memoria. E lo zinco migliora le capacità di memorizzare i concetti e allunga il tempo in cui la mente riesce a mantenere un elevato livello di attenzione.Infine, quali sono le migliori vitamine per gli studenti? La vitamina A, nota soprattutto per gli effetti benefici sulla vista, secondo alcune ricerche potrebbe essere correlata con i processi di apprendimento e memorizzazione.Perché servono gli antiossidanti? Nei momenti di stress vengono prodotte all’interno dell’organismo grandi quantità di radicali liberi, molecole che producono danni a vari distretti.In condizioni normali riusciamo a far fronte a queste minacce senza aiuti esterni. Ma quando lo stress si protrae a lungo bisogna garantire un introito adeguato di antiossidanti con la dieta. Quelli più efficaci sono le vitamine (A, E, C) e alcuni sali minerali. Per questo nei periodi di stress può essere consigliabile assumere integratori multivitaminici.Infine, visto che lo stress può ridurre anche le energie, possono essere utili anche integratori per la stanchezza.

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ACUFENI

L’acufene, o tinnitus, è la percezione di un suono in assenza di una stimolazione sonora. Consiste nel sentire rumori fastidiosi, a volte anche intensi, su uno o su entrambi gli orecchi, che nella realtà non esistono.Può succede che, con l’andare del tempo, l’acufene si centralizzi, nel senso che viene percepito all’interno della testa.I rumori possono essere di varia natura: fischi, fruscii, risacca del mare, rumore di catene, ronzii, alcune volte il suono è variabile e cambia di frequente. Altre volte compaiono acufeni di tipo pulsato, simili al battito cardiaco.Si definisce acufene oggettivo quando il medico riesce a rilevare il suono percepito dal paziente. L’acufene soggettivo, al contrario, viene percepito soltanto da quest’ultimo.DiffusioneAlcune indagini recenti hanno calcolato che il 10 per cento circa della popolazione adulta soffra di acufeni, e nel 5 per cento dei casi il sintomo viene riferito come particolarmente fastidioso.Soltanto nell’1 per cento dei casi l’acufene ha un impatto altamente negativo sulla qualità della vita.CauseLe cause dell’acufene possono essere legate a:    disordini di tipo vascolare (conflitto neuro-vascolare, tumori a genesi vascolare quali il glomo timpanico)    disordini di tipo muscolare (mioclono palatino, spasmo del muscolo stapedio e tuba di Eustachio beante).L’evento scatenante potrebbe essere anche un deficit uditivo: questi eventi ingenerano una serie di cambiamenti lungo le vie acustiche, il cui evento finale è una disritmia talamo corticale.Se tali cambiamenti sono l’evento iniziale, il mantenimento e soprattutto il fastidio generato dall’acufene implica un coinvolgimento del sistema limbico, la parte del nostro cervello che regola le nostre emozioni.TrattamentoNella terapia dell’acufene vale il principio “prima si agisce, meglio è”. Il trattamento più diffuso è la Tinnitus Retraining Therapy (TRT). Consente di eliminare o ridurre notevolmente la percezione dell’acufene, indipendentemente dalla causa.In pratica trasforma il sintomo invalidante in un fattore irrilevante nella vita quotidiana.Si applica un suono calibrato in grado di indurre una regressione delle anomalie lungo le vie acustiche che hanno generato l’acufene, producendo una diminuzione consistente dello stesso.Quando sono presenti, la terapia TRT deve essere associata al trattamento dei disturbi emotivi.Le terapie farmacologiche utilizzate non sono specifiche per l’acufene (vasodilatatori, antistatici, anestetici locali). Negli ultimi anni la terapia farmacologica è stata parzialmente abbandonata, restano validi invece i medicinali utili a combattere l’ansia e la depressione che spesso deriva, come conseguenza, dall’acufene.

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