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Farmacia Antiche Terme snc

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I consigli del farmacista

IPERTENSIONE: SI PUO PREVENIRE

Raggiunti i cinquant’anni molte persone, magari durante una visita medica di routine, per l'insistenza del medico o semplicemente in farmacia scoprono di avere una pressione sanguigna elevata.Si resta di sasso. Anche perché in genere si sta bene per anni, nonostante l’ipertensione. Era possibile evitare questo disturbo?Ecco alcuni consigli che, se applicati con attenzione e continuità, possono rappresentare una buona base per la prevenzione dell'ipertensione.Più movimento, meno pressioneUna leggera attività fisica, condotta quotidianamente, oltre ad avere effetti diretti sulla salute generale, esercita anche un effetto positivo sulla pressione e la circolazione sanguigna.I sedentari hanno, infatti, una probabilità maggiore di sviluppare l'ipertensione rispetto a una persona attiva. Questo rischio aumenta anche in giovane età se il bambino non è avviato a una costante attività fisica.Quali sono gli esercizi migliori? Ecco le caratteristiche che devono avere:    Attività aerobica. Un'attività fisica di media intensità, per venti o trenta minuti o più, come il jogging, il nuoto di resistenza e il ciclismo, si è dimostrata efficace nella prevenzione dell'ipertensione.Naturalmente, l’intensità dello sforzo da affrontare dipende dalle caratteristiche personali. Si consiglia anche di svolgere l’attività fisica con un'altra persona, in modo da motivarsi a vicenda e mantenere un impegno costante.    Più volte alla settimana. Per essere veramente efficace l'esercizio fisico va ripetuto per almeno tre volte alla settimana, anche se sono consigliabili le cinque sedute settimanali.    Niente eccessi. L’attività fisica non deve per forza essere uno sport vero e proprio. In molti casi può bastare dedicarsi al giardinaggio, camminare normalmente o svolgere le faccende domestiche.Scopri perché il Coenzima Q10 è utile in caso di ipertensione leggendo questo articolo.Attenzione a ciò che si mette nel piattoBisogna ridurre il sodio, quindi poco sale da cucina sugli alimenti. E bisogna aumentare il consumo di potassio, presente in tutte i vegetali, in particolare le verdure a foglia verde, il succo d’arancia, le banane e i cereali integrali.Attenzione anche alle calorie totali: il sovrappeso favorisce l’aumento di pressione.Quali sono gli alimenti consigliati? Pane, riso, pasta, latte magro e yogurt magro vanno benissimo, ma senza esagerare.Tra le carni sono preferibili le carni bianche cucinate con poco sale. Naturalmente è ben accetto il pesce magro, in particolare quando bollito, alla griglia o al forno.Sono accettabili anche i formaggi freschi non fermentati e magri come la ricotta, la scamorza e lo stracchino, mentre i formaggi stagionati vanno consumati con attenzione.Frutta e verdura fresche a volontà.Gli alimenti fortemente sconsigliati sono i fritti, le carni grasse, i formaggi grassi, la pizza, il cioccolato e i dolciumi in genere, le bevande gassate, gli alcolici e i superalcolici.Poco stress e niente fumoUna delle cause certe dell’ipertensione è lo stress psico-emotivo. Alcune situazioni emotive sembrano essere particolarmente pericolose, come le emozioni intense, gli scoppi d’ira e prestazioni intellettuali continuative e gravose per il carico di responsabilità.È consigliabile quindi evitare, quando possibile, tutte le situazioni potenzialmente negative e applicare, nel caso, appropriate tecniche di rilassamento.Limitare il fumo è un altro passo importante. Oltre ai noti effetti negativi sulla salute del polmone e la sua implicazione nella formazione di tumori, il fumo provoca una contrazione delle arterie con conseguente rialzo dei valori di pressione. A lungo andare aumenta il rischio di una patologia coronarica.Misurarla è una buona abitudineL’ipertensione, cioè una pressione arteriosa superiore a 140/90mmHg, non dà sintomi. Perciò, l’unico modo per sapere se si è ipertesi è misurare i valori pressori.La pressione andrebbe misurata almeno una volta l’anno, con una frequenza maggiore, tre volte l’anno, se si hanno casi di ipertensione in famiglia o dai quarant'anni in poi.Come si misura? La pressione arteriosa viene comunemente misurata a livello dell'arteria del braccio. Il medico usa lo sfigmomanometro, costituito da un bracciale con camera d'aria, da una piccola pompa con valvola per sgonfiare la camera d'aria, e da una colonna graduata a mercurio dove si leggono i valori di pressione.È indispensabile anche l’uso del fonendoscopio, lo strumento che consente di ascoltare i suoni che si producono nell'arteria mentre si esegue la misurazione. Lo sfigmomanometro a mercurio è tuttora considerato lo strumento più preciso per la misurazione della pressione arteriosa.Gli sfigmomanometri digitali automatici sono semplici e pratici da usare. Si possono ritrovare in farmacia o possono essere acquistati da usare in casa.Questi strumenti sono costituiti da un bracciale collegato a un misuratore con monitor e dopo il gonfiaggio della camera d'aria avviene la lettura automatica dei valori della pressione massima e minima che vengono poi visualizzati.Sono considerati un ottimo compromesso tra praticità e accuratezza nella misurazione rispetto agli sfigmomanometri tradizionali.Nessuna obiezione all'auto-misurazione della pressione sanguigna, sempre che si seguano attentamente le indicazioni del dispositivo acquistato. In caso contrario, è sempre possibile farsi misurare la pressione dal medico di famiglia o dal farmacista.

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LO ZINCO COME ARMA CONTRO L INFLUENZA

Il sistema immunitario è un costituito da un insieme di organi, cellule, strutture, proteine e fattori di varia natura, che interagiscono tra loro in modo estremamente raffinato e complesso per difenderci da ogni possibile aggressione in arrivo dall’ambiente esterno, prime fra tutte quelle legate a virus e batteri patogeni, e dalle malattie infettive che ne derivano.Per funzionare correttamente, un apparato così articolato e differenziato richiede la presenza di innumerevoli sostanze in grado di supportare tutti i processi biochimici necessari per la moltiplicazione dei diversi tipi di linfociti e macrofagi, per la produzione di citochine infiammatorie e anticorpi, per il mantenimento dell’integrità e delle funzioni difensive di pelle e mucose, a partire da quelle delle vie respiratorie (naso, gola e bronchi) e gastrointestinali (stomaco e intestino).Tra i micronutrienti essenziali che hanno dimostrato un supporto alla normale funzionalità del sistema immunitario c’è lo zinco. Vediamo perché e come sfruttarlo al meglio.Zinco: che cos’è, dove si trovaLo zinco è un minerale che agisce da cofattore di molti enzimi (circa 300), risultando indispensabile per moltissime reazioni del metabolismo cellulare, nonché per la replicazione del DNA e la sintesi proteica. Per questa ragione, è un composto cruciale per la vitalità di tutte le cellule e, in particolare, di quelle che devono proliferare rapidamente, come quelle del sistema immunitario e quelle della cute e delle mucose in caso di ferite.In aggiunta, lo zinco è un potente antiossidante e la sua capacità di contrastare lo stress ossidativo, derivante dal normale metabolismo energetico e ulteriormente aumentato da stati di infiammazione e malattie infettive, contribuisce a tutelare la salute dell’organismo e a ottimizzare l’azione difensiva del sistema immunitario.Oltre a neutralizzare i composti ossidanti, lo zinco è anche in grado di contrastarne in parte la formazione, antagonizzando le azioni catalitiche del rame e del ferro che portano alla produzione di radicali liberi e perossido di idrogeno (H2O2).L’organismo non è in grado di costruire riserve di zinco da usare nei momenti di minor apporto o di aumentato fabbisogno (per esempio, quando serve in aiuto alle difese immunitarie). Pertanto, è necessario che una sufficiente quantità di questo elemento sia assunta pressoché quotidianamente con l’alimentazione.A contenere una quantità di zinco decisamente elevata di zinco sono le ostriche. Altri alimenti che contengono zinco in quantità variabile sono i crostacei come il granchio (quello vero, non il surimi) e l’aragosta, la carne di manzo, maiale, pollo e tacchino, prosciutto, legumi come i fagioli e i ceci. Minori quantità sono contenute nei latticini (formaggio, yogurt e latte), nell’avena, in frutta secca come pistacchi e mandorle e nei semi, nei piselli e nel pesce azzurro. Per assumere quantità soddisfacenti di zinco con i cereali è, invece, indispensabile aggiungerlo in fase di lavorazione, come di norma avviene per cereali integrali (e non) per la prima colazione.Le persone che seguono diete restrittive per ragioni di salute (intolleranza al lattosio, allergia a crostacei o pesce, necessità di ridurre l’assunzione di colesterolo, grassi animali e sodio, disturbi gastrointestinali specifici ecc.) o per scelte etiche (vegetariani e vegani) potrebbero non soddisfare il fabbisogno quotidiano di zinco.Battere i malanni stagionaliNumerosi studi condotti negli ultimi due decenni hanno dimostrato che, a ogni età, il sistema immunitario ha bisogno di zinco per funzionare bene e che un apporto nutrizionale insufficiente di questo elemento aumenta la propensione a sviluppare sindromi influenzali e malattie respiratorie (principalmente di natura infettiva).Dati molto interessanti sono stati forniti da una ricerca finalizzata a verificare le proprietà protettive dello zinco nei confronti del raffreddore in età pediatrica. Nello studio, a 200 bambini inizialmente sani sono stati somministrati per sette mesi una supplementazione di 15 mg di zinco al giorno oppure uno sciroppo inattivo di controllo. Il dosaggio di zinco veniva raddoppiato (portandolo a 30 mg/die) in caso di insorgenza di sintomi del raffreddore (naso gocciolante, occhi arrossati, mal di gola, mal di testa, malessere generale) e mantenuto tale fino alla loro scomparsa.Terminato il periodo di osservazione i ricercatori hanno constatato che i bambini che avevano assunto l’integratore di zinco si erano ammalati di meno rispetto a quelli assegnati al gruppo di controllo e che i benefici offerti dallo zinco sul piano della salute respiratoria si erano associati a una minore assenza scolastica. In aggiunta, nei bambini protetti dallo zinco, il raffreddore era più facile da curare e scompariva più rapidamente.Risultati analoghi sono stati ottenuti in volontari adulti, cui è stata somministrata entro 24 ore dall’insorgenza dei sintomi una supplementazione di zinco (13,3 mg ogni 2-3 ore) oppure compresse inattive di controllo. Anche in questo caso, chi aveva assunto il micronutriente essenziale aveva sperimentato secrezioni nasali e tosse meno severe e aveva visto sparire il malanno molto più in fretta (in media dopo 4 giorni anziché 7).Anche gli anziani possono trarre benefici dallo zinco. In questo caso, lo zinco sembrerebbe in grado di compensare almeno parzialmente il naturale declino delle difese immunitarie associato all’invecchiamento.Altre sostanze amiche dello zincoLa vitamina C è amica dello zinco anche quando si tratta di supportare il sistema immunitario. Entrambi hanno proprietà antiossidanti e sono in grado di modulare il sistema immunitario a vari livelli, non ancora completamente noti.La vitamina C è, inoltre, necessaria per la rigenerazione della vitamina E (altro potente antiossidante, prezioso per tutelare la vitalità e il metabolismo cellulare, supportare il sistema immunitario e contrastare l’invecchiamento), nonché per promuovere l’assorbimento intestinale del ferro.Dai dati disponibili, la vitamina C sembra esercitare la propria azione protettiva nei confronti di raffreddore e malattie da raffreddamento soprattutto quando si pratica attività fisica intensa al freddo per periodi prolungati: circostanze che possono mettere a dura prova il metabolismo energetico e le prestazioni del sistema immunitario.Tra le categorie di persone che possono beneficiare maggiormente di vitamina C ci sono i fumatori e gli anziani: nel primo caso, perché l’azione ossidante del fumo ne aumenta il fabbisogno; nel secondo, perché con l’invecchiamento aumenta la necessità di neutralizzare i radicali liberi e le altre sostanze ossidanti, mentre l’introduzione e l’assorbimento intestinale di vitamina C alimentare sono più scarsi.Fare il pieno di vitamina C è abbastanza semplice perché questo potente antiossidante è ampiamente distribuito in natura e facilmente recuperabile in dosi adeguate attraverso una dieta sana e bilanciata, ricca di alimenti vegetali freschi consumati crudi o poco cotti (per esempio, appena scottati in padella, al vapore o alla griglia).In particolare, la vitamina C è presente in abbondanza nella frutta (soprattutto gli agrumi, come arance, limoni e pompelmi, ma anche fragole, kiwi, uva, mango, papaya, melone ecc.) e nelle verdure (peperoni, pomodori, broccoli, cavoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, piselli, spinaci e patate).Verdure a foglia verde come spinaci, insalate, rucola, cime di rapa sono anche ottime fonti di potassio e magnesio, due elementi che vengono persi abbondantemente con il sudore in caso di febbre e che è indispensabile reintegrare per garantire il mantenimento di un adeguato equilibrio idrosalino e una buona funzionalità nervosa e muscolare.In caso di raffreddore, mal di gola e tosse, per umettare le mucose, ridurre la sensazione di infiammazione e secchezza e contribuire a contrastare virus e batteri è consigliabile anche assumere più volte al giorno brodo di pollo caldo e/o infusi e tisane a base di una sola pianta dalle proprietà calmanti e lenitive (camomilla, tiglio, malva, menta, eucalipto, liquirizia ecc.) o miscele di più piante attive, con l’aggiunta di un po’ di succo di limone (per aggiungere vitamina C) e/o di un cucchiaino di miele.Oltre ad addolcire e rendere più gradevoli le tisane, il miele contiene vitamine e altri composti antiossidanti. Un’azione analoga e ancora più marcata sul piano antiossidante, immunostimolante, antivirale e antibatterico è esercitata dalla propoli, che può essere assunta per bocca come estratto fluido concentrato diluito in acqua (per un effetto immunostimolante generalizzato) oppure spruzzata in gola sotto forma di spray o, ancora, assunta in compresse da lasciar sciogliere lentamente in bocca (per un effetto locale più diretto e immediato).Un’altra associazione strategica contro i malanni di stagione è quella tra zinco, vitamina C ed Echinacea, pianta dalle proprietà immunostimolanti e protettive, soprattutto contro raffreddore e sindromi influenzali dei bambini (ma attiva anche negli adulti).

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FOCUS SULLE PROTEINE: CHE COSA SONO E A CHE COSA SERVONO

Che cosa sonoLe proteine sono una classe di nutrienti molto importante per l’alimentazione umana poiché rappresentano l’unica fonte di azoto assimilabile per l’organismo.Benché esistenti in decine di migliaia di varianti estremamente diverse tra loro per composizione specifica, struttura e funzione, tutte le proteine sono costituite dalla combinazione di soli 21 aminoacidi, analogamente a quanto avviene nel caso delle parole e delle lettere dell’alfabeto.Le proteine assunte con i cibi possono essere utilizzate a scopo strutturale (costruire e rinnovare i muscoli, la cute e le mucose, i capelli, le unghie e altri tessuti dell’organismo), per controllare determinati processi metabolici (neurotrasmettitori e ormoni) oppure per produrre energia (se i carboidrati non bastano) o grassi di riserva (quando la quantità di proteine introdotte è superiore al fabbisogno).Fonti alimentariDal momento che tutti gli organismi viventi contengono proteine, nessun alimento ne è completamente privo, a eccezione dell’olio (di qualunque tipo) e dell’amido.La percentuale e la qualità nutrizionale delle proteine presenti nei diversi cibi può variare notevolmente.La carne (rossa e bianca), i salumi (soprattutto i più “magri”), il pesce, i crostacei, le uova e i latticini (in particolare i formaggi stagionati) sono le principali fonti di proteine cosiddette “di alto valore biologico” poiché composte da una combinazione ideale degli aminoacidi più importanti per l’organismo.Anche legumi come piselli, soia, ceci, lenticchie e fagioli assicurano un buon rifornimento di proteine, ma di valore biologico inferiore, poiché di composizione meno simile a quella delle proteine umane.Per perfezionare l’apporto aminoacidico dei legumi è, però, sufficiente abbinarli ai cereali, caratterizzati da proteine anch’esse “incomplete” dal punto di vista nutrizionale, ma complementari alle prime.Le quote proteiche presenti in frutta e verdura sono tendenzialmente trascurabili ai fini nutrizionali.AssorbimentoLe proteine assunte con gli alimenti sono spezzate grossolanamente dalla pepsina e dagli acidi gastrici mentre attraversano lo stomaco, ma la digestione vera e propria avviene nel duodeno grazie all’azione dei succhi pancreatici e, in particolare, a enzimi chiamati proteasi.Gli aminoacidi liberati in questo modo sono assorbiti dall’epitelio intestinale, passano nel sangue e arrivano al fegato dove possono essere utilizzati come tali per produrre nuove proteine (muscoli, tessuti, ormoni, enzimi eccetera) o demoliti per ottenere glucosio, da utilizzare immediatamente a scopo energetico o da convertire in grassi di deposito.In questi ultimi due casi, dal momento che glucosio e trigliceridi non contengono azoto, quello presente negli aminoacidi di partenza viene eliminato con le urine sottoforma di urea e ammoniaca.In alcuni casi, gli aminoacidi assunti con gli alimenti subiscono una leggera trasformazione chimica e sono impiegati per regolare specifiche funzioni dell’organismo, soprattutto a livello cerebrale.È il caso, per esempio, di neurotrasmettitori come la dopamina, derivata dall’aminoacido tirosina ed essenziale per il controllo del tono muscolare e dei movimenti (quando manca insorge la malattia di Parkinson), e la serotonina, prodotta a partire dal triptofano e coinvolta nella modulazione del tono dell’umore (quando è scarsa si può sviluppare depressione).Altre volte, gli aminoacidi possono avere un ruolo regolatorio “intrinseco” come accade per il glutammato, composto che esercita un’azione eccitatoria diretta in particolari regioni del cervello.CarenzaSe non si assume ogni giorno una certa quantità di aminoacidi, soprattutto di quelli essenziali (fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, treonina, triptofano, valina) che l’organismo non è in grado di produrre a partire da altre sostanze, si va incontro a situazioni di carenza che determinano un generale scadimento dello stato dei tessuti e un deperimento fisico complessivo.La pelle e le mucose diventano meno toniche ed elastiche, i muscoli perdono massa e funzionalità, le ghiandole lavorano in modo inefficiente, la produzione degli ormoni è compromessa e si instaurano disequilibri endocrinologici più o meno importanti, le proteine del sangue calano, capelli e unghie diventano fragili e opachi, si è più propensi alle malattie infettive, si va incontro a una riduzione della fertilità.Dosi consigliateLe proteine dovrebbero costituire una quota pari a circa il 15% dell’apporto calorico giornaliero, ma senza scendere mai al di sotto di un certo quantitativo neppure quando si seguono diete ipocaloriche.Una formula semplice per conoscere il proprio fabbisogno quotidiano minimo consiste nel calcolare 1 g di proteine per kg di peso corporeo: in pratica, una persona di 60 kg dovrebbe mangiare almeno 60 g di proteine al giorno (pari a circa 240 Kcal).Per avere un’idea di come raggiungere questa quota, la tabella riporta il contenuto di proteine per 100 grammi di alcuni alimenti.AlimentoParmigiano reggiano - 33,5 Grammi di proteine/100 grammiBresaola - 32 Grammi di proteine/100 grammiFesa di tacchino - 24 Grammi di proteine/100 grammiPollo - 23,3 Grammi di proteine/100 grammiLenticchie - 22,7 Grammi di proteine/100 grammiCostata di manzo - 21,3 Grammi di proteine/100 grammiMerluzzo - 20,9 Grammi di proteine/100 grammiFagioli borlotti - 20,2 Grammi di proteine/100 grammiPrecauzioniEsattamente come le carenze, anche gli eccessi proteici vanno evitati: impongono uno sforzo considerevole al fegato, che deve trasformare gli aminoacidi che da esse derivano e convertire l’azoto non necessario in ammoniaca e urea, e danneggiano i reni poiché l’eccesso di ammoniaca e urea esercita un’azione tossica sui tubuli renali e i dotti escretori.Infine, i cibi ricchi in proteine (in particolare, le carni rosse, i salumi e i formaggi stagionati), in genere, contengono anche molto sale, che favorisce lo sviluppo di ipertensione e malattie cardiovascolari.

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