Benvenuto {bk-param:login-name} - Disconnettiti

Farmacia Antiche Terme snc

Farmacia Antiche Terme snc

Via Stra', 50
37042 - Caldiero (VR)
Tel.: 0457650022
P.IVA: 02455710232
farmacia.anticheterme@gmail.com

  


Orari di apertura: Orario continuato da lunedì a sabato dalle 8.00 alle 20.00
Domenica e festivi dalle 9.00 alle 13.00


Coupon

I consigli del farmacista

VEGANI E VITAMINA D3

I vegani sono un gruppo di popolazione crescente con esigenze particolarmente complesse, non solo sotto il profilo nutrizionale. La preparazione galenica di vitamina D3 per vegani può rispondere a esigenze speciali offrendo dosaggi e forme farmaceutiche personalizzate, specialmente quando l’assunzione della vitamina diventa una necessità terapeutica individuata dal medico e codificata in una prescrizione ad hoc.I vegani devono ricorrere all’assunzione di integratori o prodotti farmaceutici per compensare le inevitabili carenze nutrizionali; tra queste quella di vitamina D3 (colecalciferolo) pone un problema aggiuntivo, perché la materia prima standard è rifiutata da molti di loro, edotti del fatto che viene ottenuta per conversione con raggi UV del 7-deidrocolesterolo estratto dalla lanolina. I vegani stretti, dunque, contano solo sull’assunzione di vitamina D2 (ergocalciferolo) l’unico precursore inattivo della vitamina D presente negli alimenti vegetali, che non è bioattivato al metabolita attivo finale, il calcitriolo, con la stessa efficienza del colecalciferolo. La D2 ha meno d’un terzo della potenza del corrispondente precursore animale e una durata d’azione sensibilmente inferiore. La vitamina D è indispensabile per il metabolismo del calcio e del fosforo, la mineralizzazione ossea e l’assimilazione di vitamina A e la sua carenza causa rachitismo, osteomalacia e osteoporosi; suoi recettori si trovano anche in altri distretti anatomo-funzionali e ne mediano i numerosi effetti extra-scheletrici.  Con diversi livelli di evidenza scientifica sappiamo, tra l’altro, che essa: favorisce la contrazione e il trofismo muscolare, contrasta il diabete e la sindrome metabolica, stimola il sistema immunitario diminuendo l’incidenza di infezioni e di alcune malattie auto-immuni della pelle, è un fattore di protezione cardio-vascolare e sembrerebbe collegata a un minore rischio di sviluppare certi tipi di neoplasie.Il VNR (Valore Nutrizionale di Riferimento) negli adulti è 200 UI ricavabile dai precursori dietetici inattivi e con l’esposizione diretta alla luce solare che nella pelle trasforma il 7-deidrocolesterolo in D3. Il valore attualmente raccomandato è considerato troppo basso da ampia parte della comunità scientifica tant’è vero che la dose massima giornaliera consentita negli integratori è stata portata, l’anno scorso, da 25 a 50 µg. Anche in un Paese mediterraneo come l’Italia si stima, infatti, che d’inverno grandi percentuali di popolazione sana, specialmente nelle aree del Nord con meno irradiazione solare, siano a rischio d’ipovitaminosi D. Secondo le linee guida Siomms gli adulti dovrebbero assumere 1.500-2.300 UI al giorno di vitamina D e l’integrazione nutrizionale è fortemente raccomandata, d’inverno, soprattutto nei  bambini, negli anziani, nei vegani e vegetariani (in questi soggetti il rischio è moltiplicato).Da un po’ di tempo sono disponibili sul mercato vitamine D3 ottenute da fonti 100 % vegetali, che possono essere tranquillamente assunte anche dai vegani più osservanti, perché certificate in tal senso. Alcune si ottengono per foto-conversione UV di precursori presenti nei fitosteroli mentre altre, quelle più conosciute, vengono purificate da certe specie di licheni (Cladonia rangiferina o Cetraria islandica ).I licheni possono contenere elevate quantità di colecalciferolo facilmente estraibile con alcool puro, senza bisogno di usare solventi tossici; l’estratto alcolico viene decolorato con carbone attivo vegetale, concentrato sotto vuoto e poi diluito in olio d’oliva per ottenere una soluzione oleosa di vitamina D3 a titolo variabile (si va da 400.000 a 1 milione di UI/g). Adsorbendo queste soluzioni su maltodestrine o altri supporti inerti si ottengono le D3 in polvere, solitamente con attività 100.000 UI/g. La vitamina D3 è un composto facilmente degradabile all’aria e al calore pertanto allo stato di polvere va conservata preferibilmente sotto azoto o in freezer, mentre in olio è più stabile. Ci sono anche D3 vegan protette tramite micro-incapsulazione in gomma arabica che sono anche meglio lavorabili per fare capsule e compresse, che si possono allestire direttamente in farmacia!

LEGGI TUTTO 

INSUFFICIENZA VENOSA

La malattia venosa cronica degli arti inferiori racchiude nella sua definizione un insieme di condizioni di grande rilevanza medica e socio-sanitaria, caratterizzate da segni e sintomi variabili per tipo, severità e impatto sulla qualità di vita del paziente.  Sono sotto-diagnosticate, ma molto diffuse, e colpiscono di più le donne a causa degli ormoni, delle gravidanze e, banalmente,  dei  tacchi alti. Hanno elevata prevalenza, tendenza a evolvere verso quadri  complessi e, cosa non trascurabile, un impatto estetico molto negativo.Negli stadi avanzati s’instaura l’insufficienza venosa cronica, disturbo funzionale dell’emodinamica delle gambe, caratterizzato da ipertensione venosa con un corteo di segni e sintomi tra cui varici, edema, dolore, alterazioni del trofismo cutaneo, ulcerazioni. Tutto nasce da anomalie nella funzione delle valvole o da alterazioni della parete delle vene che permettono il reflusso del sangue verso il basso con aumento della pressione nel sistema venoso degli arti inferiori; se la condizione si protrae, le valvole perdono gradualmente la loro funzionalità, l’ipertensione si aggrava (gonfiore, dilatazione dei vasi e varicosità) e si innescano fenomeni infiammatori che, in un circolo vizioso, perpetuano la disfunzione e fanno progredire la patologia. L’infiammazione, in ogni caso, è il cuore del problema perché i leucociti aderiscono alla parete venosa  liberando mediatori ed enzimi proteolitici che la danneggiano e rendono le valvole incontinenti.Terapia farmacologica e obiettiviLa terapia farmacologica nel trattamento della malattia venosa cronica deve mirare contemporaneamente a due obiettivi:1) combattere le alterazioni del microcircolo e del circolo venoso, ripristinando l’omeostasi micro-circolatoria, aumentando il tono venoso e il drenaggio linfatico, migliorando l’emoreologia, riducendo la filtrazione, eliminando i manicotti di fibrina peri-capillari.2) contrastare l’infiammazione e la degenerazione strutturale dei vasi,  inibendo le molecole d’adesione, bloccando i mediatori d’infiammazione, antagonizzando l’effetto dei radicali liberi e dello stress ossidativo.I farmaci, insieme all’elasto-compressione e alla correzione di comportamenti e stili di vita sbagliati, possono  alleviare la sintomatologia e contenere il problema negli stadi iniziali; nei casi più gravi, però, può essere necessario intervenire in modo invasivo con il trattamento sclerosante o lo stripping chirurgico delle vene patologiche.Trattamento I bioflavonoidi sono molecole naturali molto utilizzate in quest’ambito: la rutina e i suoi derivati (oxerutina e troxerutina) sostengono il tono venoso bloccando l’inattivazione della noradrenalina mentre a livello del microcircolo aumentano la resistenza capillare e diminuiscono la frazione di filtrazione; queste azioni sono condivise in parte dalle saponine del rusco che sono peraltro anche agonisti diretti dei recettori adrenergici vasali α1.Escina e proantocianidine (da semi d’uva) agiscono soprattutto sul microcircolo.L’unico bioflavonoide ad azione davvero multi-target nella malattia venosa cronica è la diosmina: da sola o in associazione a esperidina sostiene il tono venoso prolungando l’azione della noradrenalina, migliora il microcircolo, stimola il drenaggio degli edemi e aumenta il numero di vasi linfatici, ha azione antinfiammatoria e anti-adesiva. Per l’efficacia e l’ottima tollerabilità la diosmina micronizzata è probabilmente il composto-leader tra i bioflavonoidi vasoattivi.I triterpeni del fito-complesso di Centella asiatica  sono antinfiammatori, stabilizzano le fibre di collagene ed elastina, stimolano la biosintesi di glicosaminoglicani, hanno azione angiogenetica, favoriscono  la guarigione delle ferite e delle ulcere, supportano la funzionalità del microcircolo.  Studi pre-clinici hanno  evidenziato la loro efficacia nell’indurre la sintesi di collagene da parte di fibroblasti umani in coltura nonché l’aumento di fibronectina, proteina di struttura importante per la tenuta della parete venosa; regolarizza anche  la struttura del tessuto connettivo della guaina perivascolare, riduce la sclerosi e l’indurimento e migliora il flusso di sangue negli arti .La cumarina del meliloto ha un’azione specifica a livello linfatico favorendo la degradazione da parte dei macrofagi degli accumuli di macromolecole proteiche nel comparto extracellulare perivascolare. La loro scissione produce molecole di dimensioni inferiori che possono essere drenate con conseguente riduzione dell’edema. La cumarina, peraltro, sembrerebbe stimolare la contrazione delle fibrocellule dei vasi linfatici e possedere anche un certo effetto antinfiammatorio.Non trascurabile è il contributo della vitamina C, per i suoi effetti favorevoli sulla biosintesi del collagene vasale e la sua azione antiossidante che attenua gli effetti endoteliali dell’eccesso di radicali liberi.

LEGGI TUTTO 

NEWS SULLA CURCUMA

Com’è noto, nella scorsa primavera un dossier-curcuma ha occupato i tecnici del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, gli esperti di fitoterapia e le imprese di settore dopo la segnalazione al sistema di farmaco-fito-vigilanza di una ventina di casi d’epatite colestatica ritenuti verosimilmente correlati all’assunzione d’integratori a base di Curcuma longa e suoi estratti.  La cosa ha destato scalpore per vari motivi: gli episodi si sono concentrati in un breve lasso di tempo; hanno coinvolto prodotti di aziende diverse, con formulazioni anche molto differenti tra loro, compresa una preparazione galenica realizzata in farmacia; il target dell’effetto tossico è stato il fegato quando, al contrario,  la tradizione d’uso e i claim ministeriali approvati con il DM 10.08.2018, attribuivano alla droga un effetto epato-protettivo e di supporto alla fisiologia digestiva. Nella discussione un po’ convulsa che ne è seguita sono stati frettolosamente sollevati dei dubbi sulla sicurezza di questa antichissima pianta medicinale e hanno avuto gioco facile sia il sensazionalismo di certa stampa, a ben vedere non proprio specializzata, sia qualche malcelato interesse di parte, che ha spinto qualcuno a mettere sul banco degli imputati la categoria degli integratori nella sua interezza. Diciamolo: alla luce delle evidenze scientifiche disponibili, la curcuma e i suoi principi attivi erano e restano fitoterapici sicuri se assunti secondo schemi di trattamento razionali e consolidati e a patto che gli ingredienti usati nelle formulazioni rispondano a tutti i requisiti di purezza e conformità ai Regolamenti Europei sulle materie prime Food Grade. Dobbiamo, tuttavia, intenderci sul termine “sicuro”: nulla è a rischio assoluto zero, neanche l’acqua (è clinicamente classificata l’intossicazione acuta da acqua !) men che meno un fito-complesso capace d’interazioni farmaco-dinamiche con una serie di target biologici. È un vecchio adagio che naturale non voglia dire completamente privo di rischi e le reazioni avverse possono talvolta celarsi dietro ingredienti considerati, a ragione,  generalmente innocui.Su Farmacia News di Ottobre 2018, poco prima che scoppiasse il caso, avevo messo in guardia anche sulle possibili sofisticazioni della curcuma naturale dando qualche suggerimento per cautelarsi; tra i composti a cui prestare attenzione ne avevo segnalati anche alcuni ad azione epato-tossica (in particolare sali di piombo e coloranti azoici). Le indagini del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità si sono subito indirizzate verso la ricerca di possibili contaminanti epato-tossici e di farmaci deliberatamente aggiunti per potenziare le azioni salutistiche naturali della curcuma. Per esempio si è controllata la presenza illegale di FANS addizionati per gli effetti antinfiammatori o di anfetamine per quelli anoressizzanti (il web pullula di integratori di curcuma spacciati illegalmente come dimagranti);  per fortuna tutte le analisi hanno escluso la presenza di contaminazioni nei campioni testati.Questi fenomeni avversi vengono attualmente classificati come reazioni idiosincrasiche; in quanto tali, si tratta di fattispecie statisticamente rare che potrebbero manifestarsi con maggiore probabilità in soggetti predisposti o con pregresse patologie d’organo (a volte non conosciute) o con la concomitante assunzione di certi farmaci. Senza disporre dei dati clinici e anamnestici di ogni paziente coinvolto non possiamo esprimere valutazioni di merito, tuttavia, quand’anche tutti i casi segnalati fossero con certezza assoluta imputabili alla curcuma, il numero rilevato in rapporto alle dosi consumate ogni giorno soltanto nel nostro Paese resta davvero esiguo e non modifica, a mio giudizio personale, l’eccellente profilo di sicurezza della droga e del suo fito-complesso. Non è ancora il tempo, quindi, delle condanne definitive: mancano studi tossicologici ed epidemiologici adeguatamente disegnati che aiutino a capire anche se, e in che termini, queste reazioni avverse possano essere influenzate da alte concentrazioni di curcumina o dall’aumento della sua biodisponibilità (per aggiunta di piperina o per modifiche di carattere tecnico-farmaceutico).Le decisioni del Ministero della SaluteIn ossequio al principio di precauzione, il 26 Luglio scorso il Ministero ha comunque emanato un Decreto Dirigenziale che modifica il DM 10.08.2018 aggiornando i criteri d’etichettatura per gli integratori a base di rizoma di Curcuma longa L. e Curcuma xanthorrizha Roxb. Tali disposizioni si applicano integralmente anche alle preparazioni erboristiche realizzate in farmacia secondo le NBP e che contengono queste due droghe e i loro estratti, singolarmente o in associazione ad altre della lista positiva. Tali preparazioni, giova ricordarlo, si possono allestire e dispensare senza preventiva ricetta medica in base alla Nota Ministeriale N. 600.12/AG45.1/706 5/12/2002.Questi i punti salienti del provvedimento:    Per Curcuma longa L. e Curcuma xanthorrizha Roxb. rizoma, sono eliminati i claim relativi agli effetti su funzionalità del sistema digerente, digestione e funzione epatica. Restano ammessi solo i claim: antiossidante, funzionalità articolare e contrasto dei disturbi del ciclo mestruale.    Alle stesse voci si associa l’obbligo di riportare in etichetta l’avvertenza “in caso di alterazioni della funzione epatica, biliare o di calcolosi delle vie biliari, l’uso del prodotto è sconsigliato. Se si stanno assumendo farmaci è opportuno sentire il parere del medico”. Quest’obbligo non è esteso alla curcuma in polvere venduta come alimento o spezia.    Gli integratori alimentari contenenti estratti e preparati a base di piante del genere Curcuma conformi alle prescrizioni del DM 10.08.2018 e succ. mod. devono essere adeguati alle disposizioni di cui sopra entro il 31.12.2019, inclusi i lotti già immessi sul mercato.    I lotti ritirati a seguito delle segnalazioni possono essere reimmessi in commercio con obbligo d’adeguamento delle etichette entro i termini suddetti.Il Ministero ha colto l’occasione per ribadire un concetto importante: nell’ambito della lista positiva delle piante e loro parti consentite nella formulazione degli integratori alimentari vanno utilizzati estratti e derivati ottenuti con un metodo di produzione tradizionale e che abbiano fatto registrare una storia di consumo significativo nel territorio dell’Unione Europea prima del 15 Maggio 1997; diversamente ricadrebbero nella definizione di Novel Food e dovrebbero essere autorizzati aprendo l’iter previsto. Non si possono considerare “estratti”, il virgolettato è del testo originale, ingredienti di fatto costituiti da una sostanza predefinita come ad esempio nel caso di “estratti” di curcuma costituiti per il 95 % da curcumina. Nello specifico, però, gioverebbe un chiarimento ufficiale sullo status delle oleoresine in polvere al 95 % di curcuminoidi totali, ottenute per estrazione con etilacetato o altri solventi ammessi dalla Dir. 32/2009/CE e che al momento rappresentano gli ingredienti di utilizzo prevalente.  Possiamo invece affermare con certezza che non sono ammesse le curcumine di sintesi, né negli integratori né in altri tipi di alimenti. Le curcumine di sintesi, infatti, non hanno registrato consumo significativo prima del Maggio ’97 e vanno considerate Novel Food al momento non autorizzato.Cosa facciamo noi i farmacistiDobbiamo valutare:1) l’origine 100 % naturale del prodotto 2) l’assenza di sofisticazioni 3) la piena conformità alle norme europee sugli ingredienti food grade con una particolare attenzione ai seguenti contaminanti critici: solventi residui, aflatossine e ocratossina A (epatotossiche), residui di pesticidi e fitosanitari,  metalli pesanti (occhio soprattutto al piombo), Idrocarburi Policiclici Aromatici.È opportuno, inoltre, chiedere al fornitore il flow chart di produzione per verificare se il metodo adottato rientri o meno tra quelli di tipo tradizionale. Per finire, il suggerimento più ovvio: diffidate dei prezzi troppo bassi considerando che un buon estratto di curcuma naturale al 95% di curcuminoidi certificato 14C in tagli piccoli (da 1 a 10 Kg) dovrebbe avere un prezzo di mercato oscillante attualmente  tra 120 e 140 €/Kg

LEGGI TUTTO 

In primo piano

Dal 17 al 24 OTTOBRE - Iniziativa Abbasso la Pressione

LEGGI TUTTO 

Mercoledì 4 e Giovedì 5 NOVEMBRE - Aperti 24 h su 24 - TURNO

LEGGI TUTTO 

Martedì 17 NOVEMBRE - Controllo gratuito udito

LEGGI TUTTO 

Martedì 17 NOVEMBRE - Gionata KORFF

LEGGI TUTTO 

Giovedì 26 NOVEMBRE - Giornata pelle e capelli ROUGJ

LEGGI TUTTO 

Visitateci anche sulla nostra pagina FACEBOOK!!!

LEGGI TUTTO 

La farmacia rimane aperta ogni giorno dalle 8 alle 20 e tutte le domeniche dalle 9 alle 13, domenica e festivi

LEGGI TUTTO 

DocInforma

LEGGI TUTTO 


I nostri servizi

Intolleranze alimentari

Floriterapia

Liquidi e alimenti

Polso ayurvedica