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Farmacia Antiche Terme snc

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37042 - Caldiero (VR)
Tel.: 0457650022
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I consigli del farmacista

ALLUCE VALGO: COLPA DEI TACCHI?

Può insorgere per una predisposizione individuale e per una scorretta biomeccanica del piede, spesso legata all’utilizzo di calzature non adatte.Quasi quattro italiani su dieci, in prevalenza donne, soffrono di alluce valgo, una deformità della parte anteriore del piede, dovuta a una deviazione del primo dito verso le altre dita del piede.Tale spostamento causa un antiestetico e doloroso rigonfiamento laterale, la ben nota “cipolla”.Questa patologia, tipicamente femminile, viene spesso attribuita all’uso di scarpe con il tacco alto, un accessorio che valorizza la figura, ma che in effetti può avere qualche effetto collaterale.Tacchi e alluce valgoL’alluce valgo è una deformità legata da una parte a una predisposizione familiare e dall’altra a una scorretta biomeccanica del piede che genera forze deformanti su tutto l’avampiede. Ed è qui che entrano in gioco le scarpe con il tacco alto: bastano sei centimetri di tacco per aumentare il carico sull’avampiede di circa il 60 per cento, mentre nove centimetri fanno scaricare più del 75 per cento del peso corporeo sulla punta del piede.Con un tacco di due centimetri, invece, il carico si equilibra al 50 per cento tra tallone e dita. Ma non conta solo il tacco, se la scarpa è anche a punta le cose si complicano: l’alluce e il quinto dito vengono spinti verso il centro del piede, favorendo ulteriormente la deviazione verso l’interno dell’osso metatarsale dell’alluce.Dolore e deformitàMolti vedono nell’alluce valgo solo un problema estetico, ma in realtà la progressiva modificazione dell’angolazione del primo dito può provocare disturbi ben più seri, a partire dal dolore, che all’inizio è legato soprattutto allo sfregamento della “cipolla” (testa del primo metatarso) con le scarpe.Nelle forme più avanzate possono essere coinvolte anche le altre dita del piede con metatarsalgie che, oltre alla tipica sensazione di avere un sasso sotto al piede, causano un dolore, più o meno intenso, nella parte anteriore del piede.Se non si interviene in alcun modo, c’è, inoltre, il rischio che le dita possono deformarsi a martello e rendere ancora più difficile calzare qualunque tipo di scarpa.Che cosa si può fareSe si è ormai instaurata una deformità dell’alluce, non è più possibile tornare indietro, ma qualche accorgimento può aiutare a evitare peggioramenti o, quantomeno, a tamponare provvisoriamente.Per esempio si può cercare di limitare i danni utilizzando plantari, che scarichino il peso dalle teste metatarsali, e calzature adatte, che non abbiano la pianta e la punta troppo strette e un tacco vertiginoso. Questo non significa rinunciare alle scarpe con i tacchi, ma utilizzarle con buon senso.Se si devono indossare ogni giorno, fin dal mattino, meglio optare per un’altezza non eccessiva, che non superi i tre, quattro centimetri. Per le occasioni speciali, invece, si possono fare eccezioni. Quando però l’alluce valgo è tale da provocare forti dolori e fastidi nel camminare, l’unica soluzione è l’intervento chirurgico. In questi casi è fondamentale agire alla radice del problema ed evitare interventi solo “cosmetici”, purtroppo ancora diffusi.

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REAZIONE ALLERGICA ALLE PUNTURE DI INSETTI

La puntura di un’ape, una vespa o un calabrone può provocare una reazione allergica, in alcuni casi anche grave.Il 90% degli italiani nell’arco della loro vita vengono punti da un insetto della famiglia degli imenotteri, che comprende api, vespe e calabroni. Di questi, l’8% può sviluppare una reazione allergica anche grave, spesso senza essere a conoscenza dei problemi che può comportare.Sono infatti ancora in molti a non conoscere, e quindi a sottovalutare, i disturbi che le punture possono provocare nei soggetti allergici. È invece importante andare subito in pronto soccorso se poco dopo la puntura da parte di un imenottero si comincia ad avvertire difficoltà a respirare oppure un senso di malessere generale, se compaiono macchie sul corpo o ancora se si manifestano disturbi gastrointestinali. Ed è meglio chiamare un’ambulanza in caso di calo di pressione o addirittura svenimento, segnali di un alto rischio di shock anafilattico.Come tenerli lontaniTutti, ma soprattutto chi sa già di essere allergico alla puntura degli imenotteri, dovrebbe seguire alcune regole basilari. In estate è bene evitare creme e profumi con aroma fruttato o comunque molto dolce, perché a contatto con il sudore della pelle si crea un mix particolarmente gradito agli insetti.No anche a indumenti con colori sgargianti che attraggono gli imenotteri. Meglio invece i colori neutri, cioè il bianco e il beige, e il verde. In caso di scampagnate vale anche la regola di indossare pantaloni lunghi, camice o maglie a manica lunga, cappelli e scarpe chiuse.Attenzione poi al cibo, dal momento che vespe e calabroni vengono attirati da frutta, dolci, gelati, panini e bibite. Per questo, è opportuno anche evitare di lasciare aperti le lattine e i contenitori di alimenti. Inoltre, in caso di bidoncini della spazzatura su terrazzi e balconi, verificare che siano ben chiusi e svuotarli spesso.Le cure di pronto interventoNonostante tutto l’imenottero ha colpito? Se il malcapitato è un soggetto allergico è bene rivolgersi al pronto soccorso; in caso contrario la terapia migliore è col ghiaccio, da applicare sulla zona della puntura che, grazie al freddo, pian piano si sgonfierà e il dolore, che di solito è localizzato ma abbastanza intenso, diminuirà.Inoltre, se a pungere è stata un’ape, è bene armarsi di lente di ingrandimento e verificare con attenzione la zona. Se si nota un puntino di colore scuro, significa che è rimasto nella pelle il pungiglione, che deve essere rimosso.In caso di allergiaSe c’è una reazione alla puntura di imenottero, è il caso di rivolgersi all’allergologo per una diagnosi certa. Lo specialista, in caso lo ritenga necessario, consiglierà al paziente di portare sempre con sé un kit di emergenza composto da un farmaco antistaminico, un cortisonico e da adrenalina auto-iniettabile.Ma attenzione, è importante che il paziente stesso, oppure i genitori nel caso si tratti di un bimbo, siano informati sulle modalità di utilizzo di questi farmaci e in particolare dell’adrenalina.Soprattutto nelle forme allergiche gravi, l’allergologo valuterà anche la possibilità di far ricorso all’immunoterapia allergene specifica: si tratta di una sorta di vaccino che deve essere praticato per 3-5 anni e che è in grado di proteggere il soggetto allergico con un’efficacia pari a oltre il 90%.

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